SCUOLA DEI MESTIERI

Accanto al collegio con dei fondi raccolti da donazioni è stata costruita la “Scuola dei Mestieri”, un istituto che fornirà ai ragazzi Batwa le competenze per poter svolgere un mestiere, per coloro che non intendono o non possono iscriversi all’università.
In Burundi non è semplice trovare bravi falegnami, fabbri, meccanici, elettricisti e la “Scuola dei Mestieri” nasce proprio dalla volontà di formare persone che abbiano competenze utili alla società burundese e di garantire, attraverso il lavoro, l’autonomia ai Batwa. In questo ambito l’associazione Urukundo insieme alla congregazione locale “Apostoli del Buon Pastore e La Regina del Cenacolo” si è impegnata a fornire tutta l’attrezzatura indispensabile per creare laboratori di falegnameria, officina meccanica, maglieria e cucito.
Dal 2009 al 2010 alcuni di noi si sono impegnati alla ricerca dei macchinari necessari e ad organizzare la spedizione di due container.
L’intento della nostra associazione è quello di creare professionalità e lavoro nel proprio territorio onde evitare numerose emigrazioni verso altri paesi.
Si inserisce anche l’idea di uno scambio di esperienze, per cui cerchiamo tecnici italiani disposti a trascorrere dei periodi in Burundi per trasmettere conoscenze ai ragazzi.

Il 24 novembre 2018, dopo varie vicissitudini e rallentamenti dovuti a motivi sia finanziari che organizzativi, la Scuola, intitolata al “Cardinal Ersilio Tonini“, è stata ufficialmente inaugurata con la benedizione di Padre Zenon. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte 9 nostri volontari, tra cui Don Giancarlo De Santi (direttore del Centro Missionario Diocesano della diocesi di Fano Fossombrone Cagli e Pergola), Nicola Di Simone (presidente di Urukundo Onlus), Bruno Rovinelli, Eleonora Bordoni, Gabriele Ceccorulli, Loris Rossi, Marta Sbrega, Sauro Secchiaroli, Vanda Dama, oltre al vicario ed il sindaco di Gitega e numerosi ministri del Burundi.

 

Di seguito vi mostriamo la realizzazione del progetto nelle sue fasi, fino all’inaugurazione del complesso.

Tutti possiamo essere utili

trascorrendo un periodo in Burundi ospitati dalla congregazione.

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2011: SPEDIZIONE E POSIZIONAMENTO DEI MACCHINARI NELLA SCUOLA

Nell’anno 2010 dall’Italia con molto impegno siamo riusciti a spedire i due container, ma questo a Urukundo non è bastato: a novembre 2011 cinque volontari sono partiti per il Burundi a posizionare e mettere in funzione le macchine. Padre Herman e i fratelli della congregazione sono rimasti stupefatti: dicono che un reparto di officina meccanica, falegnameria, cucito e maglieria così attrezzato in Burundi non se ne trova. Le macchine sono pronte, sono rimasti problemi burocratici da risolvere e aumentare la potenza di energia elettrica.

2015: REVISIONE DELLE MACCHINE (DISO, BRUNO E GIGLIOLA)

Nel 2015 finalmente si può parlare di far partire la scuola: le macchine stando ferme hanno però bisogno di manutenzione e tre amici (Diso, Bruno e Gigliola) partono e rimettono tutto in funzione. Urukundo ha trovato un po’ di soldi per procurarsi le materie prime e per pagare il personale che si sta organizzando per poter partire entro settembre 2016.
Una volta resa efficiente la parte scolastica, il nostro intento è di riuscire a fare una piccola produzione interna e a distanza di qualche anno poter rendere la scuola completamente autonoma.

24 novembre 2018: INAUGURAZIONE DEL LICEO TECNICO “CARDINAL ERSILIO TONINI”

Finalmente il sogno si realizza.

La scuola dei mestieri, un sogno di Padre Herman per primo, e anche per tutti noi dell’associazione Urukundo Onlus, finalmente si realizza. Con lo scopo di inserire i ragazzi burundesi in un ambito formativo a livello professionale, la scuola offre ai giovani studenti una specifica formazione negli indirizzi di informatica, elettronica e meccanica, ed è la prima scuola di Gitega in cui viene realizzato questo ambizioso obiettivo. Inoltre, essendo gestita dalla Congregazione con cui Urukundo Onlus è strettamente legata, la scuola permette ai ragazzi di etnia Batwa di frequentare e alloggiare gratuitamente.

Nel 2008, quando sono iniziati i lavori, sembrava ancora una cattedrale nel deserto, la cui costruzione è andata a rilento per parecchi anni per motivi sia finanziari che organizzativi. Finalmente nel 2018 Padre Zenon ci informa che a settembre la Scuola dei Mestieri, definita poi come Liceo Tecnico, inizierà l’anno scolastico con 72 ragazzi e ragazze iscritti ai tre diversi indirizzi.

Alla notizia l’emozione è stata tanta. Non c’era quindi occasione migliore per recarsi in Burundi e festeggiare con loro l’inaugurazione, che si è tenuta il 24 novembre 2018. Per l’occasione sono partiti 9 volontari: chi per la prima volta, chi per la seconda, la terza o la quinta e chi ha perso il conto come Don Giancarlo, il direttore del Centro Missionario Diocesano.

Alla cerimonia erano presenti il vicario della diocesi di Gitega, il sindaco di Gitega e vari ministri del Burundi. La cerimonia è iniziata con la Santa Messa; a seguire la consacrazione della chiesa all’interno del complesso, la benedizione di tutte le aule, dei locali dove sono posizionate le macchine, delle abitazioni e di tutti gli edifici costruiti all’interno del perimetro della scuola. Finite le benedizioni, Padre Zenon, il superiore della Congregazione, ha fatto il discorso di ringraziamento e di buon auspicio per la riuscita della scuola. A seguire Don Giancarlo ha raccontato come è nata la sua relazione col Burundi e con il popolo dei Pigmei, ovvero attraverso la conoscenza e l’amicizia con Padre Herman. Dopo i ringraziamenti a tutti i collaboratori e gli amici dall’Italia, la parola viene passata a Nicola di Simone, il presidente dell’associazione Urukundo Onlus, il quale ha messo in risalto come la realizzazione di un progetto così grande non possa essere solo opera dell’uomo e per questo motivo è necessario tenere alto il livello della scuola nel tempo. Ovviamente sono state ringraziate anche le autorità locali, a partire dal sindaco di Gitega e dai vari ministri che hanno reso possibile la realizzazione. Per concludere al meglio ci siamo trattenuti insieme per un po’ di ristoro, come si è soliti fare nella tradizione burundese.